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domenica 28 febbraio 2016

I vincitori degli Oscar 2016

Siamo arrivati alla più attesa notte dell'anno. I vincitori di questa 88° edizione sono Mad Max: Fury Road, che porta a casa sei premi, tutti tecnici; Revenant per regia, fotografia e attore protagonista e soprattutto Il caso Spotlight che conquista la sceneggiatura originale e il premio di Miglior Film.
Una breve cronoca della magica serata degli Oscar qua di seguito:

Sono le ore 2.33 quando Chris Rock compare sul palco del Dolby Theatre e inizia la cerimonia, cercando, com' era prevedibile, di sdrammatizzare sulle polemiche circa l'esclusione degli afroamericani dalle nominations di quest'anno.
Il primo premio assegnato è quello alla Migliore Sceneggiatura Originale, annunciato da Charlize Theron ed Emily Blunt, che lo consegnano, senza sorprese, a Josh Singer e Tom McCarthy per Il caso Spotlight. Come da previsione anche la vittoria di Charles Randolph e Adam McKey alla Miglior Sceneggiatura non originale per La Grande Scommessa, annunciata da Russel Crowe e Ryan Gosling.
Segue la migliore attrice non protagonista, presentata da J. K. Simmons: Alicia Vikander per the Danish Girl! 
Da copione la vittoria di Jenny Beaven, per i Costumi, Colin Gibson per le Scenografie, di Vanderwalt&Co. per il trucco/acconciatura, Margaret Sixel per il Montaggio, Mark Mangini e David White per il Montaggio Sonoro e Jenkins-Rudolff-Osmo nel Sonoro di Mad Max: Fury Road. Mentre Lubezky vince con la Fotografia di Revenant.
Alle 3.56 è la volta del premio agli Effetti Speciali, che si aggiudica Ex Machina grazie al lavoro di Whitehurst e collaboratori.
Momento cartoni animati: statuette per Bear Story come cortometraggio animato e a Inside Out come Miglior Film d'Animazione.
Ore 4 e 32 minuti: Patricia Arquette annuncia la meritatissima vittoria di Mark Rylance come Miglior Attore Non Protagonista per il bellissimo ruolo della spia russa ne Il Ponte delle Spie di Steven Spielberg!

Documentari: il miglior cortometraggio doc è A Girl in the River:the Price of Forgiveness, mentre l'Oscar di Miglior Documentario va ad Amy.
Sempre commovente è il momento In Memoriam: tra i tanti vengono ricordati Christopher Lee, Ettore Scola, Alan Rickman, Leonard Nimoy, Omar Sharif, David Bowie.
Miglior Cortometraggio: Stutterer, consegnata dal piccolo Jacob Trembley insieme ad Abraham Attah.
Miglior Film Straniero si conferma Son of Saul, opera del giovane regista ungherese László Nemes
Miglior Colonna Sonora: Ennio Morricone per The Hateful Eight. E ne siamo estremamente felici.
Jimmy Napes e Sam Smith vincono con la Miglior Canzone (Writing's on the Wall) tratta dal film di 007:Spectre.


Senza sorpresa alcuna la vittoria della regia di Iñárritu.
Migliori Interpretazioni recitative da protagonisti secondo quanto si era previsto: a Brie Larson per Room e a Leonardo DiCaprio -finalmente- per Revenat.




Last but not least, Miglior Film dell'anno, proclamato da Morgan Freeman: Il caso Spotlight! Unica vera sorpresa della serata che però ci piace molto.
Premio aggiuntivo alle peggiori cavolate dette nel corso della serata ai commentatori della diretta di MTV. Intenditori di cinema quanto me della fisica quantistica.
Infine la moda. Quest'anno i vestiti delle Stars ci hanno lasciate un po' perplessi. Le più belle e ben vestite sono a parer mio: Naomi Watts, Jennifer Gardner, Charlize Theron, Julienne Moore, Sofia Vergara e Rachel MaDams. E simpaticissimo il piccolo Jacob Trembley coi suoi gemelli di Star Wars.


E ciò detto: buonanotte!

martedì 16 febbraio 2016

Tarantino o Agatha Christie?

And then there were none...
E infine non ne rimase nessuno...

Mezzo western, a tratti giallo e in parte anche Hitchcockiano, per la regia e le riprese (la logica della cinepresa), un certo gusto per il mistero (poiché ci si chiede tutto il tempo chi sta con chi) e il "luogo chiuso" del rifugio di Minnie, dove si ambienta per gran parte la vicenda, che rimanda alle claustrofobiche scenografie in cui il Maestro Inglese amava inscenare i suoi film.
Questo è il nuovo film di Tarantino. L'ottavo (e forse è per questo o perché suonava meglio di Nine o Ten, che si chiama The Hateful Eight).

La vicenda inizia in una tormenta di neve:
una diligenza trasporta un cacciatore di taglie, John Ruth, e la sua prigioniera, ammanettata a lui (Daisy Domergue, che non sapremo mai cosa ha fatto per meritarsi la forca), verso la vicina Red Rock, dove l'uomo la consegnerà allo sceriffo perché venga processata e impiccata.
Il cocchiere O.B. si ferma però due volte durante il viaggio, allorché incontrano nella neve altri due uomini rimasti a piedi: un altro cacciatore di taglie, Marquis Warren, con tre ricercati già stecchiti e pronti a loro volta per il viaggio verso Red Rock, e un uomo, Chris Mannix, che dice di essere il prossimo sceriffo proprio della cittadina verso cui sono diretti.
Data l'impossibilità di proseguire il viaggio, la diligenza coi suoi 5 passeggeri si ferma all'emporio di Minnie, conosciuto luogo di ristoro da parte di tutti i frequentatori del Wyoming. Ma i proprietari, Minnie e Sweet Dave, non ci sono; al loro posto c'è un messicano di nome Bob, che spiega di badare all'emporio per conto di Minnie mentre questa è andata a trovare la madre con Sweet Dave.
Dentro al rifugio ci sono altri tre uomini: un inglese, Oswaldo Mobrey, che pare essere il boia della zona, un renchero di nome Joe Gage, che torna a trovare la mamma, e un vecchio generale sudista, Sanford Smithers.
Una volta chiusi tutti e nove (gli odiosi otto del titolo e O.B.) dentro il piccolo spazio la situazione precipita in un tempo relativamente breve.
La gran parte del film (il primo tempo) scorre molto lenta, tra presentazioni e convenevoli dei vari personaggi. I dialoghi stentano a funzionare. Zoppicano. Sono fiacchi. Non c'è brio.
Nella seconda parte, com'era giusto aspettarsi da un film di Tarantino e dal trailer, le cose si muovono un po' di più (mica tanto più velocemente) e si animano finendo in una carneficina.
In sostanza: si ammazzano tutti fra di sé (non spoilererò come e perché) finché "non ne rimase più nessuno", proprio come nel finale del famoso giallo di Agatha Christie, Dieci Piccoli Indiani, tant'è che i personaggi in verità sono dieci e non otto.



La realizzazione del film è molto buona sul piano tecnico: buona regia, bellissime le riprese e la fotografia: la scena d'apertura coi titoli di testa è perfetta e rimanda ai vecchi westner leoniani, grazie anche alla colonna sonora di Ennio Morricone. Musiche davvero bellissime.
Arrancano invece, come già accennato, i dialoghi e -in generale- la sceneggiatura, che in tanti punti non convince. La durata di 2 ore e 50 minuti è eccessiva, vuoi perché il ritmo lento li fa sentire tutti, vuoi perché è stato tirato per le lunghe solo per il gusto di farlo, poiché alcuni personaggi avrebbero potuto uccidere tutti gli altri molto prima, togliendoci un'ora e mezza di tedio.

lunedì 11 gennaio 2016

Golden Globes 2016: un nuovo anno di cinema

Fate largo ad Alejandro Iñárritu e al suo cinema folle e audace, che tutto accetta, purché ne valga la pena, se si tratta di realizzare un capolavoro, poiché, come ha dichiarato il regista:
"la sofferenza ha una durata limitata, mentre un film rimane per sempre".

Per settimane, durante le riprese di Revenant, sono giunte le inquietanti notizie delle condizioni limite a cui cast e troupe erano esposti per girare il nuovo film del regista messicano. Pazzo, completamente pazzo -abbiamo onestamente pensato- il signor Iñárritu; e anche il povero Leonardo, che pur di arrivare alla famosa statuetta dell'Academy, da sempre negata all'attore americano, sembra disposto a condividere l'estrema visione di Iñárritu e a sostenere prove fisiche non da poco.
E nella notte scorsa, i due protagonisti di questa folle impresa cinematografica si sono visti riconoscere il valore del loro lavoro, portando a casa tre delle statuette in palio in questa edizione dei Golden Globes.


Revenant vince come Miglior Film Drammatico e vince anche la Regia e DiCaprio si aggiudica la statuetta del Miglior Attore in un film drammatico, mentre la Miglior Commedia, non si sa sulla base di quale criterio riconosciuta come tale, si rivela essere The Martian, il cui protagonista, Matt Damon, vince da Miglior Attore in una commedia appunto.
I premi per le Migliori Attrici vanno invece a Brie Larson per l'angosciante Room e a Jennifer Lawrence (quarta nomination, terza vittoria ai Globes e ha solo 25 anni) per la commedia Joy.


I migliori attori non protagonisti sono Kate Winslet (Steve Jobs), protagonista però di un abbraccio chiaccheratissimo col compagno di avventure Leonardo DiCaprio, e, per la sorpresa di tutti, Sylvester Stallone (nell'attesa di vederlo recitare ancora il ruolo di Rocky in Creed, in uscita in Italia giovedì), a coronamento forse della lunga carriera del suo alter-ego pugile.


Terzo anno di fila che vede il nostro paese rappresentato all'estero nel Cinema. Dopo aver portato a casa Golden Globe e Oscar nel 2014 per il film straniero con La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino e dopo che Milena Canonero ha vinto per i Migliori Costumi agli Oscar dell'anno scorso, torniamo protagonisti grazie alla figura di Ennio Morricone, universalmente riconosciuto come uno dei migliori compositori che il cinema abbia mai avuto, come Tarantino, che ritira in sua vece il Golden Globe, gli riconosce. Il regista, che amava i film di Leone per i quali Morricone ha sempre firmato le musiche, lo ha voluto fortissimamente per fargli scrivere la colonna sonora del suo western The Hateful Eight. E lo ha ottenuto. E noi siamo lieti di questa collaborazione.
La Migliore Canzone è invece Writing's on the Wall di Sam Smith e Jimmy Napes, contenuta nel nuovo film di 007, Spectre.


Gli ultimi premi per il Cinema sono quello alla Migliore Sceneggiatura, che Aaron Sorkin vince per Steve Jobs, che dunque si aggiudica due statuette, proprio come il fantascientifico film di Ridley Scott; al Miglior Film d'Animazione, che si rivela essere Inside Out (Disney Pixar); e al Miglior Film Straniero, che ritira il giovane regista di Son of Saul, l'ungherese Làszlò Nemes.


Breve carrellata per i premi televisivi, che meno hanno a che vedere con questo blog, la cui autrice nutre però un vivo interesse per il giovane talento Oscar Isaac, che negli ultimi anni si sta particolarmente distinguendo in molte pellicole (recentemente lo abbiamo visto nel VII° episodio di Star Wars, nei panni del pilota Poe Dameron, ma era stato prima il Principe Giovanni di Ridley Scott e il protagonista del film Inside Llewyn Davis dei fratelli Coen), e che ha appena vinto il suo primo (e speriamo non ultimo) Golden Globe, nella categoria Miglior Attore in una mini-serie tv (Show Me a Hero); nella controparte femminile dello stesso premio vince invece Lady Gaga, che ormai non s'improvvisa più attrice, ma si fa notare per la mini-serie American Horror Story: Hotel.
Le migliori Serie tv sono Mr. Robot e Mozart in the Jungle rispettivamente nella categoria drammatica e commedia; Wolf Hall viene proclamata, invece, la migliore mini-serie.


E adesso non ci resta che aspettare il 30 gennaio, quando saranno assegnati gli Screen Actors Guild Awards, attesissimi per farci un'idea ancora più precisa di chi saranno i futuri attori vincitori della prossima edizione degli Oscar, per i quali saranno annunciate le candidature questo giovedì.