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domenica 24 agosto 2014

Icone di Ieri: John Williams

Attore bravissimo e simpatico, che ha preso parte a molti film di successo del recente passato cinematografico, John Williams poveretto non lo conosce quasi nessuno.


Inglese, classe 1903, esordisce a soli 13 anni, nei teatri inglesi, poi, ventenne, si trasferisce negli Stati Uniti e lavora a Brodway. Qualche tempo dopo, al principio degli anni '30, inizia anche a lavorare nel cinema.
La filmografia di Williams è abbastanza vasta, nonostante fosse principalmente un attore di teatro, ma sul grande schermo è ricordato principalmente per cinque pellicole, nelle collaborazioni con due grandi della regia che seppero sfruttare bene il suo talento e la sua plasticità nella recitazione: Billy Wilder e Alfred Hitchcock.

Il primo film veramente importante di John Williams è ,infatti, Il Caso Paradine, di Hitchcock, nel 1947.
Il protagonista del film è Gregory Peck, l'avvocato che deve difendere la signora Paradine (Alida Valli) dall'accusa di avere ucciso il marito. Qua Williams interpreta il personaggio di Barrister Collins. Del film si è già parlato, a proposito della carriera di Charles Laughton, che interpreta in questo caso il giudice Horfield, e che lavorerà con Williams anche nel già citato Testimone d'Accusa, dove stavolta Laughton è l'avvocato difensore e Williams il suo aiuto, l'avvocato Brogan-Moore.
Le due produzioni furono spesso paragonate per via delle trame, tanto che Hichcock raccontava: "Spesso ho avuto modo di incontrare molti ammiratori che si complimentavano per Testimone d'accusa, credendo che l'avessi diretto io. Quando lo feci notare a Wilder, egli mi disse che molti ammiratori si complimentavano con lui per Il caso Paradine, credendo che lo avesse diretto lui."
I due film sono però distanziati da dieci anni e nel mentre John Williams divenne sempre più conosciuto e apprezzato: se nel film del '47 il suo personaggio è quasi dimenticato, il ruolo di collaboratore della difesa nel film del '57 già lo vede in primo piano.
In quei dieci anni Williams lavorò ancora con Wilder in Sabrina (1954), interpretando il padre della giovane, l'autista di casa Larrabee, e con Hitchcock prima ne Il delitto perfetto (lo stesso anno) e poi in Caccia al ladro (l'anno successivo).
Il Delitto Perfetto è la riproduzione che Hitchcock fece dell'omonima pièce di Frederick Knott, andata in scena a Londra e Brodway. Ambientato, come solo Hitch riusciva a fare, praticamente in un'unica stanza, è la storia di un marito (Ray Milland) che assolda un killer (Anthony Dawson) per uccidere la moglie (Grace Kelly), che intende lasciarlo per un altro uomo (Robert Cummings); ma le cose vanno non secondo i piani e la donna riesce invece ad afferrare un paio di forbici e a difendersi, uccidendo l'aggressore. Quando il marito torna a casa e scopre l'accaduto, riesce a tenere lontana la moglie dalla scena del crimine e fabbricare alcune prove false, volte a smentire la tesi della legittima difesa, prima dell'arrivo della polizia. Ma il bravo ispettore Hubbard (il nostro Williams, che aveva avuto la stessa parte anche nello spettacolo di Brodway, grazie alla quale aveva vinto l'anno prima il Tony Award) intuisce che qualcosa non torna e riesce, grazie alla collaborazione dell'amante della donna, a dimostrare la verità.
Capolavoro Hitchcockiano, è il film in cui Williams ha più campo e visibilità. Fu anche uno dei pochi film che il regista inglese girò in stereoscopia (l'antenata del 3D, aspirazione del cinema da quando è nata la televisione, poiché sarebbe stata un'escusiva del grande schermo, una possibilità di concorrenza). Hitch non amava il formato stereoscopico, ma lo sfruttò con abilità per una scena davvero ingegnosa: fece installare una telecamera in una buca della stanza in modo da riprendere da altezza pavimento nella scena in cui il marito coprendo col corpo il cadavere del killer alla vista della moglie è intento a nascondere una prova importante.


In Caccia al Ladro, John Williams è Henry H. Hughson, l'agente assicurativo che contatta John Robbie e gli fornisce i nominativi delle donne con i più costosi gioielli della Costa Azzurra, aiutandolo poi a più riprese a dimostrarsi innocente. Divertenti i siparietti con Grant: la scena del mercato dei fiori, la colazione, con lo scambio di battute sulla cuoca e sulle speculazioni assicurative, le scene dell'albergo, quando l'assicuratore regge il gioco a Robbie, che si spaccia per ricco americano davanti alle due Stevens, mentre cerca di studiare le mosse del nuovo Gatto.

  

Poiché i film citati valgono davvero la pena di essere visti, consiglio a chi legge la loro visione e la conoscenza di John Williams, che sa essere un intrattenitore davvero piacevole.

domenica 22 giugno 2014

Grace of Monaco

Chiuso ormai da settimane il Festival di Cannes, durante il quale Grace of Monaco fece da apripista, fuori concorso, colgo l'occasione datami da Caccia al Ladro per parlarne un po'.
 

Molte critiche sono piovute sul film e sull'attrice Nicole Kidman, interprete della principessa monegasca.
Il primo è stato ritenuto commerciale e poco fedele ai fatti storici, la seconda inespressiva e poco aderente al carattere di Grece.
Il film è obiettivamente lento, poco scorrevole, nonostante duri solo 103 minuti. Oltretutto è abbastanza lezioso e buonista: racconta dell'anno di crisi 1961 tra il Principato e la Francia di Charles de Gaulle, che minaccia l'invasione se Ranieri di Monaco non aumenterà le tasse per versarle nelle casse della Francia, e tra Ranieri stesso e la moglie, sofferente dopo sei anni da principessa, ancora ritenuta un'estranea, tenuta lontana dal marito dagli impegni di quest'ultimo e tentata di riprendere la carriera di attrice, che le manca, dopo l'offerta di Hitchcock di darle il ruolo di protagonista in Marnie. Tra il classico "a scuola di principesse" che mai deve mancare in questo genere di film, i complotti che Grace deve scoprire all'interno del palazzo (altro immancabile topic) e drammi sentimentali, il film riesce a ridicolizzare e minimizzare quella che doveva essere la reale vita della Kelly a Monaco.
Non solo, l'interpretazione della Kidman, davvero inespressiva, davvero sotto le aspettative (si è incolpato il botox di cui si serve l'attrice) rende Grace Kelly eroina fragile, ideale principessa, ruolo che avrebbe potuto recitare in qualche film, ma che difficilmente immagineremmo nella Kelly reale. I primi piani sulla protagonista del regista, Olivier Dahan, sono stati molto discussi e il monologo finale, col quale Grace dovrebbe convincere De Gaulle a pacificarsi con Monaco, su favole, pace e amore sarebbe stato ridicolo anche in un concorso di bellezza.


Grace Kelly fu un'icona di femminilità, al di là della principessa e anche al di là dell'attrice. Bellissima, elegante, sensuale all'occorrenza.
Terza di quattro figli di una famiglia irlandese e cattolica di Filadelfia, iniziò a recitare contro il parere della famiglia. Debuttò a 22 anni nella 14° ora (1951). Un anno dopo già faceva da co-protagonista a Gary Cooper nel particolare westner Mezzogiorno di Fuoco (particolare per la regia, austriaca, di Fred Zinnemann e la sceneggiatura, che vede per la prima volta una sostanziale solitudine del protagonista e un forte senso di pessimismo, decisamente in contrasto con il patriottismo e la solidarietà che caratterizzava i classici western) e l'anno dopo ancora si trova al centro di un triangolo amoroso in Africa al fianco di Clark Gable e Ava Gardner nel film di John Ford, Mogambo, guadagnandosi una nomination agli Oscar.
Due film importantissimi dunque segnano il suo esordio e i successivi film che girerà con Hitchcock ( Il delitto Perfetto e La Finestra sul Cortile nel 1954 e Caccia al Ladro nel 1955, in mezzo ai quali fa in tempo a girare La ragazza di campagna, che le vale l'Oscar come miglior attrice) le regalano la fama.
Come in realtà capitò anche ad altre attrici prima e dopo di lei, Grace Kelly divenne una delle muse di Alfred Hitchcock che la considerò prima scelta per ruoli anche molto diversi, per donne dal carattere diverso, ma che incarnavano tutte la femminilità che il regista ricercava: algide bellezze bionde in apparenza, che, a poco a poco scoperte, rivelavano grande sensualità. Fu proprio ispirandosi a Grace che Hitch coniò l'espressione "ghiaccio bollente", che più di ogni altra descriveva come doveva essere per lui La Donna.
Come già ricordato nello scorso post, tra tutti i film, quello che si rivela più determinante nella vita dell'attrice è forse Caccia al Ladro, poiché fu girando questa pellicola che Grace Kelly ebbe modo di conoscere Ranieri di Monaco, che sposa nel 1956, lasciando la carriera dopo l'ultima apparizione in Alta Società.
Fu principessa di Monaco dal '56 al 1982, quando perse la vita in un incidente automobilistico: viaggiava con la figlia Stephanie, conducendo lei stessa l'auto dalla villa di Roc Agel al palazzo Grimaldi, e su uno dei tornanti del percorso (le coude du diable) perse il controllo della vettura, che finì capitombolando una decina di metri lungo una scarpata. La principessa morì dopo essere stata portata in ospedale, la figlia si salvò.
Cinque giorni dopo il mondo salutò una delle più belle attrici che il cinema abbia mai avuto.

sabato 21 giugno 2014

Alfred Hitchcock's Caccia al Ladro

Se restate a casa stasera, ma non avete voglia di guardare Germania-Ghana, io consiglio su Rai Movie uno dei più grandi capolavori di Hitchcock: to Catch a Thief, del 1955.
Da poco uscito sul grande schermo Grace of Monaco, che racconta un preciso episodio della vita della principessa Grace, possiamo stasera tornare a vedere Grace Kelly nel suo splendore in quello che fu l'ultimo film dell'attrice.
 

Caccia al Ladro è una commedia sottilmente ironica e brillante, protagonizzata da Cary Grant, ancora affascinante ed elegante nonostante gli anni, che interpreta John Robie, una volta celebre ladro di gioielli della Costa Azzurra, soprannominato per l'agilità Il Gatto, ma che ormai, dopo il carcere e la guerra, in cui fu partigiano, si dedica a coltivare viti in una villa isolata. Quando sulla riviera ricominciano i furti che paiono portare proprio la sua firma, Robie è costretto a tornare in azione, inseguito dalla polizia francese, certa della sua colpevolezza, e a sua volta inseguitore del suo imitatore. Aiutato da un agente di assicurazioni (John Williams) e dalla figlia (la Kelly) di una delle potenziali vittime dei furti (la simpatica Jessie Royce Landis), Cary Grant coinvolge lo spettatore nella sua indagine, offrendo la sua solita simpatia, il suo humor, il suo savoir faire, il suo talento, che lo rendeva adatto anche alle parti drammatiche, come ci dà modo di apprezzare anche in questo film. Dal canto suo Grace Kelly convince nella sua interpretazione di algida, misteriosa ragazza, che però nasconde sensualità e passionalità, proprio il modello di donna che cercava Hitchcock, che la prese come musa e per la quale coniò l'ossimoro "ghiaccio bollente". La Kelly aveva girato altri due film col maestro del brivido: Delitto Perfetto e La finestra sul Cortile, tutti successi insomma e, come si racconta in Grace of Monaco, le avrebbe offerto successivamente il ruolo di protagonista in Marnie, che dopo il suo rifiuto passò a Tippie Hedren, che con Hitchcock aveva già girato gli Uccelli. Anche Grant aveva collaborato con Hitch, ne Il Sospetto e Notorius e quattro anni dopo girerà anche Intrigo Internazionale.

Celebri molte delle scene girate in Caccia al Ladro: il bacio di Grace Kelly a Grant, per poi richiudere immediatamente la porta della camera, il ballo, dove l'attrice sfoggia un abito stupendo, che si conclude con la corsa sui tetti, e la più famosa di tutte: Grace che corre sulle curve pericolosissime della costiera, cercando di seminare i poliziotti che seguono il sospettato. Ironia della sorte fu guidando la macchina su una di queste curve (la curva del diavolo) che avvenne l'incidente in perse la vita nel 1982.
Inoltre ricordo il divertente cameo di Alfred Hitchcock:  il regista ormai da molti anni nascondeva sempre una sua apparizione, nei modi più improbabili e bizzari, in tutti i suoi film: stavolta troviamo seduto in fondo a un autobus Cary Grant, tra Hitch e una gabbia di uccellini.


Se dunque avete voglia di un film dall'atmosfera leggera, a metà tra giallo e commedia, ben recitato e soprattutto eccezionalmente diretto (marca Hitchcock) o se non lo avete mai visto lo consiglio spassionatamente.