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domenica 2 marzo 2014

La Notte degli Oscar 2014: ecco i vincitori

Si è appena conclusa, alle 6.00 circa, la premiazione degli Oscar, tenutasi al Dolby Theatre di Los Angeles e presentata da Ellen DeGeneres: abbiamo appena finito di scoprire tutti i vincitori.
Per primissima cosa è bello annunciare la vittoria (quando mancavano meno di dieci minuti alle 4.00) de la Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, che riporta il nostro paese a vincere la statuetta che ci mancava da la Vita è Bella.


Ecco gli altri vincitori:

Miglior Film
12 Years a Slave

Miglior Regia
Alfonso Cuarón - Gravity
 
Miglior Attore Protagonista
Matthew McConaughey - Dallas Buyers Club

Miglior Attrice Protagonista
Cate Blanchette - Blue Jasmine

Miglior Attore Non Protagonista
Jared Leto - Dallas Buyers Club

Miglior Attrice Non Protagonista
Lupita Nyong'O - 12 Years a Slave

Miglior Sceneggiatura Originale
Spike Jonze - Her

Miglior Sceneggiatura Non Originale
John Ridley - 12 Years a Slave

Miglior Film Straniero
La Grande Bellezza

Miglior Cortometraggio
Helium

Miglior Film d'Animazione
Frozen

Miglior Corto d'Animazione
Mr Hublot

Miglior Documentario
20 Feet to Stardam

Miglior Corto Documentaristico
The Lady in Number 6: Music saves my Life

Miglior Fotografia
Emmanuel Lubezki - Gravity

Migliori Scenografie
The Great Gatsby

Migliori Costumi
The Great Gatsby

Migliori Make up e Acconciature
Dallas Buyers Club

Miglior Montaggio
Gravity

Migliori Effetti Speciali
Gravity

Miglior Sonoro
Gravity

Miglior Montaggio Sonoro
Gravity

Migliore Canzone
Let it Go - Frozen

Migliore Colonna Sonora
Steven Price - Gravity


Data una scorsa alla lista, il risultato è chiaro: può festeggiare Gravity che porta a casa 7 statuette su 10 nomination (regia, fotografia, montaggio, effetti speciali, sonoro, montaggio sonoro, colonna sonora). Premiati, però, anche Frozen come film d'animazione e canzone vincitrice, Il Grande Gatsby per scenografie e costumi, Dallas Buyers Club (entrambi gli interpreti maschili, acconciatura e make up), 12 Years a Slave (film, sceneggiatura adattata e attrice non protagonista).
Infine ricordiamo la precedente assegnazione degli Oscar alla carriera a Steve Martin, Angela Lensbury e Piero Tosi (il nostro costumista, noto soprattutto per Il Gattopardo) e del premio umanitario Jean Hersholt ad Angelina Jolie.
Volendo accennare agli abiti indossati dalle attrici: bellissime Lupita Nyong'O in un ampio abito celeste, Cate Blanchette in un abito impreziosito da gemme, Naomi Watts in bianco scintillante, Julia Roberts che non sembra portare i segni dell'età, Amy Adams in una veste blu Gucci elegantissima, Sandra Bullock in un abito sirena blu metallico e la simpaticissima June Squibb in verde.

lunedì 20 gennaio 2014

Waiting Academy Awards...SAG Awards

 Per tutti coloro che non lo sapessero, dal 1995 tra i Golden Globes e gli Oscar si passa anche per gli Screen Actors Guild Awards, ovvero il premio conferito alle migliori interpretazioni dagli attori che fanno parte dello Screen Actor Guild (sindacato di attori nato nel 1933), premio quasi anticipatore del verdetto degli Academy Awards.
Quest'anno si sono tenuti sabato 18 gennaio e hanno visto l'assegnazione del premio The Actor ad American Hustle, per il miglior cast.

Gli interpreti maschili premiati sono quelli di Dallas Buyer Club: Matthew McConaughey (protagonista) e Jared Leto (non protagonista), confermando le vittorie già ottenute ai Golden Globes.
Miglior attrice protagonista, senza sorprese, Cate Blanchett, mentre Lupita Nyong'o (non protagonista in 12 years a slave) batte meritatamente Jennifer Lawrence, che aveva vinto nella stessa categoria agli scorsi Globes.




Come ai Golden Globes vengono premiate anche le interpretazioni televisive e, per dovere di cronaca, va spiegata la vittoria di Micheal Douglas in questa sezione. Il premio gli viene assegnato per "Dietro i Candelabri", per il quale era candidato ai Globes anche Matt Demon. In Italia è arrivato nelle sale cinematografiche il 5 dicembre 2013, ma negli USA è uscito, invece, come film tv.

martedì 14 gennaio 2014

Waiting Academy Awards_Steve McQueen's 12 years a slave

Vivendo da qualche mese in Spagna, ho avuto l'opportunità di vedermi "12 years a slave" con qualche settimana d'anticipo rispetto ai miei compatrioti italiani, che dovranno attendere il 20 febbraio 2014.
Giusto all'indomani della vittoria nella categoria Drama Films ai Golden Globes, la mia curiosità non poteva più aspettare: dovevo correre a vederlo subito. A causa di questa impazienza, però, ho commesso un errore: non ho atteso che qualcuno accettasse di venire con me e sono andata da sola. E l'ho rimpianto.
Non sono un'amante dei film violenti, crudi, splatter (non che questo film lo sia precisamente), perciò avrei avuto bisogno di qualcuno accanto a cui prendere il braccio e a cui tormentarlo durante le lunghe -lunghissime- scene in cui il registra ci mostra pienamente la situazione di uno schiavo dell'epoca. Non c'è sadismo, solo documentaristica volontà di raccontare la storia delle persone che hanno lavorato nelle piantagioni in schiavitù, ma in alcune, intenzionalmente prolungate, scene l'ingenua spettatrice (io) a stento sopporta la crudeltà che s'intravede, la realtà che s'immagina appena. In alcune scene avrei voluto dire "basta, passiamo alla prossima, questa canzoncina fa soffrire pure me".
Steve McQueen (che aveva già diretto altri due film, Hunger e Shame) racconta una storia reale, tratta dall'autobiografia di Solomon Northup, violinista che nel 1841 viene rapito e venduto da uno schiavista (che ha il volto di Paul Giamatti) al proprietario di una piantagione della Louisiana, relativamente illuminato (Benedict Cumberbatch).
In schiavitù resterà 12 anni, come si intuisce dal titolo, ma, in questo tempo, in seguito a una serie di eventi, "passa di mano" e viene venduto al cattivissimo della situazione, Michel Fassbender, che interpreta lo schiavista Edwin Epps, per la cui crudeltà può paragonarsi al personaggio tarantiniano, incarnato da Di Caprio, Calvin Candie. A ragione Fassbender aveva meritato la candidatura ai Golden Globes come Supporter Actor (categoria in cui, presumo, lo ritroveremo candidato anche agli Oscar)

Veniamo al protagonista: Solomon Northup, lo schiavo Plat, è un impressionante, commovente, molto umano Chiwetel Ejiofor. Già...protagonista. A questo proposito la locandina italiana non è stata molto lusinghiera, preferendo dar risalto ai due più celebri volti (Fassbender, Brad Pitt) che a quello del semisconosciuto Ejiofor, relegato in secondo piano. Certo: mossa pubblicitaria, assolutamente non razzista, però non equa (Fassbender riveste un ruolo importantissimo, ma secondario e Pitt è un cameo, ricoprendo un ruolo chiave, ma comparendo giusto in un paio di scene).


Sia Ejiofor che Lupita Nyong'o (nel film la schiava Patsy) strameritavano la nomination nelle rispettive categorie (Best Drama Actor, Best Supporter Actress, vinte però, rispettivamente, da Matthew McConaughey e Jennifer Lawrence) ai Globes e strameritano una nuova nomination per gli Academy Awards. A mio giudizio, sarà facile ritrovarceli: il primo nella cinquina finalista per il miglior attore (ci sarà da aspettarsi una lotta con Di Caprio, McConaughey, Bale, Hanks) e la miglior attrice non protagonista.
Aspettiamo...aspettiamo...fra due giorni avremo almeno la lista dei candidati!!