Le premiazioni della 77° edizione dei Golden Globes si sono tenute il 5 gennaio 2020 al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills e hanno decretato i seguenti vincitori per il cinema. Le nomination erano state annunciate il 9 dicembre 2019.
Miglior Film
□ Drammatico: 1917
□ Commedia: C’era una volta…a Hollywood
□ Straniero: Parasite (Corea del Sud)
□ D’Animazione: Missing Link
Miglior Regia: 1917 – Sam Mendez
Miglior Attore
□ Protagonista
o In un film drammatico: Joaquin Phoenix (Joker)
o In una commedia: Taron Egerton (Rocketman)
□ Non Protagonista: Brad Pitt (C’era una volta…a Hollywood)
Miglior Attrice
□ Protagonista
o In un film drammatico: Reneé Zellweger (Judy)
o In una commedia: Awkwafina (The Farewell)
□ Non Protagonista: Laura Dern (Storia di un Matrimonio)
Migliore Sceneggiatura: C’era una volta…a Hollywood - Quentin Tarantino
Miglior Colonna Sonora: Joker - Hildur Guðnadóttir
Migliore Canzone: Rocketman – (I'm Gonna) Love Me Again (E. John, T. Egerton)
Il maggior numero di premi va dunque a C’era una volta…a Hollywood, che conquista la statuetta di miglior commedia o musical e quelle al miglior attore non protagonista e alla migliore sceneggiatura. Inseguono con due statuine a testa Joker (miglior attore in un dramma e migliore colonna sonora), 1917 (miglior film drammatico e migliore regia) e Rocketman (miglior attore in una commedia e canzone).
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lunedì 13 gennaio 2020
Golden Globes 2020
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domenica 31 gennaio 2016
La Lenta Scommessa
Appena uscita dalla sala cinematografica, l'impressione a caldo su La Grande Scommessa non è delle più positive.
Quest'impressione si deve a quattro punti.
Primo punto. Il film racconta la storia di come il mercato immobiliare americano e il mercato che ci speculava sopra crollò, come sappiamo tutti, nel 2008, portando alla più grossa crisi mondiale dal '29 in poi. Nei tre anni precedenti il crollo alcuni studiosi di economia capirono da certi segnali ciò che sarebbe avvenuto. Predirono che il mercato immobiliare, basato su CDO (obbligazioni di debito collateralizzate), cioè su obbligazioni che si basavano sui debiti di mutui non pagati, sarebbe fallito. Questi economisti che se ne accorsero decisero di scommettere contro il sistema, investendo in CDS
(credit default swap). In parole semplici: se, contro ogni buon senso, il mercato immobiliare fosse fallito davvero, chi aveva investito in queste azioni sarebbe stato ripagato dalle banche. Se avevano ragione, avrebbero vinto, facendo un sacco di soldi.
Il punto focale del film era far capire quanto cinici e disonesti fossero i meccanismi e i protagonisti di questa enorme truffa ai danni di tutti. E, maledizione, ci sono riusciti.
Attraverso gli occhi degli outsiders che specularono sul fallimento dell'economia americana e mondiale, il disgusto per il marciume che viene raccontato sale mentre scorre il film e, all'uscita dalla sala è massimo. Lo sconforto è il sentimento che predomina a caldo, il motivo per cui non piace.
Non è che non piace il film; non piace la storia, perché il seguito è stato drammatico e ancora ci riguarda.
Non è colpa del film se l'argomento è scomodo. Il film riesce benissimo nel suo scopo e quindi è, in verità, un punto a favore. La verità è spiacevole e come si dice nel film, non si ha voglia di farsela raccontare raccontare.
La pellicola si propone di spiegare al pubblico questi complessi meccanismi economici nel modo più accattivante possibile e questo porta a tre sconvenienti, che costituiscono gli altri tre motivi per cui il film non mi è piaciuto.
Secondo punto. Per quanto sia raccontato il più semplicemente possibile, non risulta pienamente chiaro lo stesso. Quantomeno risulta comunque molto faticoso seguire tutti i passaggi. Almeno per me, che l'economia la conosco molto approssimativamente solo da tg ed editoriali. Anche in questo caso non è colpa del film. Solo che racconta meccanismi molto complessi, che ci (mi) fanno percepire tutte le lacune sull'argomento.
Terzo punto. Per aiutare il pubblico a digerire il soggetto, la regia si serve di molti trucchetti (quali inserire scenette di personaggi fuori storia, che rispiegano qualche argomento) e un montaggio super ruffiano che risultano assolutamente irritanti. Più fastidioso ancora lo stile di ripresa, che cambia di continuo lo zoom sui personaggi sulla stessa scena.
Quarto punto. Il montaggio stesso e la regia, che sono i punti forti del film in teoria, entrambi infatti candidati agli Oscar, rallentano molto il ritmo del film, in maniera del tutto inaccettabile. Non esiste nessun motivo per cui un film debba essere lento. E questo è parecchio lento.
Molto valido invece il cast: particolarmente Christian Bale, sempre all'altezza del personaggio, è così camaleontico che può ricoprire qualsiasi ruolo; ancora più bravo, secondo me, Steve Carrel, con un personaggio pìù sfaccettato e complesso; simpatico anche il personaggio di Brad Pitt, anche se meno impegnativo; meno brillante Ryan Goslin; riuscite anche le performance di Jeremy Strong, John Magaro, Finn Wittrock, Hamish Linklater, Rafe Spall. E il cameo di Melissa Leo è strepitoso.
E anche la sceneggiatura è ben strutturata, nonostante il triste soggetto.
Quest'impressione si deve a quattro punti.
Primo punto. Il film racconta la storia di come il mercato immobiliare americano e il mercato che ci speculava sopra crollò, come sappiamo tutti, nel 2008, portando alla più grossa crisi mondiale dal '29 in poi. Nei tre anni precedenti il crollo alcuni studiosi di economia capirono da certi segnali ciò che sarebbe avvenuto. Predirono che il mercato immobiliare, basato su CDO (obbligazioni di debito collateralizzate), cioè su obbligazioni che si basavano sui debiti di mutui non pagati, sarebbe fallito. Questi economisti che se ne accorsero decisero di scommettere contro il sistema, investendo in CDS
(credit default swap). In parole semplici: se, contro ogni buon senso, il mercato immobiliare fosse fallito davvero, chi aveva investito in queste azioni sarebbe stato ripagato dalle banche. Se avevano ragione, avrebbero vinto, facendo un sacco di soldi.
Il punto focale del film era far capire quanto cinici e disonesti fossero i meccanismi e i protagonisti di questa enorme truffa ai danni di tutti. E, maledizione, ci sono riusciti.
Attraverso gli occhi degli outsiders che specularono sul fallimento dell'economia americana e mondiale, il disgusto per il marciume che viene raccontato sale mentre scorre il film e, all'uscita dalla sala è massimo. Lo sconforto è il sentimento che predomina a caldo, il motivo per cui non piace.
Non è che non piace il film; non piace la storia, perché il seguito è stato drammatico e ancora ci riguarda.
Non è colpa del film se l'argomento è scomodo. Il film riesce benissimo nel suo scopo e quindi è, in verità, un punto a favore. La verità è spiacevole e come si dice nel film, non si ha voglia di farsela raccontare raccontare.
La pellicola si propone di spiegare al pubblico questi complessi meccanismi economici nel modo più accattivante possibile e questo porta a tre sconvenienti, che costituiscono gli altri tre motivi per cui il film non mi è piaciuto.
Secondo punto. Per quanto sia raccontato il più semplicemente possibile, non risulta pienamente chiaro lo stesso. Quantomeno risulta comunque molto faticoso seguire tutti i passaggi. Almeno per me, che l'economia la conosco molto approssimativamente solo da tg ed editoriali. Anche in questo caso non è colpa del film. Solo che racconta meccanismi molto complessi, che ci (mi) fanno percepire tutte le lacune sull'argomento.
Terzo punto. Per aiutare il pubblico a digerire il soggetto, la regia si serve di molti trucchetti (quali inserire scenette di personaggi fuori storia, che rispiegano qualche argomento) e un montaggio super ruffiano che risultano assolutamente irritanti. Più fastidioso ancora lo stile di ripresa, che cambia di continuo lo zoom sui personaggi sulla stessa scena.
Quarto punto. Il montaggio stesso e la regia, che sono i punti forti del film in teoria, entrambi infatti candidati agli Oscar, rallentano molto il ritmo del film, in maniera del tutto inaccettabile. Non esiste nessun motivo per cui un film debba essere lento. E questo è parecchio lento.
Molto valido invece il cast: particolarmente Christian Bale, sempre all'altezza del personaggio, è così camaleontico che può ricoprire qualsiasi ruolo; ancora più bravo, secondo me, Steve Carrel, con un personaggio pìù sfaccettato e complesso; simpatico anche il personaggio di Brad Pitt, anche se meno impegnativo; meno brillante Ryan Goslin; riuscite anche le performance di Jeremy Strong, John Magaro, Finn Wittrock, Hamish Linklater, Rafe Spall. E il cameo di Melissa Leo è strepitoso.E anche la sceneggiatura è ben strutturata, nonostante il triste soggetto.
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